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Uno spicchio di Indonesia
Dal 1 al 15 Luglio ho trascorso, insieme alla mia compagna, 5 giorni a Jambaran (Bali), 4 alle isole Gili e 3 ad Ubud (Bali). Un bel mix di cultura, spiritualità, accoglienza, natura, mare e gastronomia. Non conoscevo l’Indonesia e neppure, nei giorni precedenti la partenza, mi ero dedicato ad approfondire la conoscenza dei luoghi dove sarei andato e anche per questa mia pigrizia mi ero immaginato un viaggio dove l’aspetto comunque prevalente sarebbe stato il mare. Non è stato così. Certo, il mare, i bagni, le spiagge, lo snorkeling ci sono stati, ma sono stati solo una parte della vacanza. La premessa non delinea certamente i tratti di un buon viaggiatore, ma a volte può essere interessante viaggiare anche così…certamente per me lo è stato. I 5 giorni a Bali (Jambaran) non contemplano cronache legate al mare. In effetti, come mi aveva detto Brunella, il mare è scadente e al massimo può contemplare qualche bagno giusto per rinfrescarsi. Non che fosse un caldo tremendo (parliamo di circa 30°), ma l’umidità si fa sentire. Allora abbiamo trascorso una discreta quantità di tempo alla ricerca dei templi Indu che proliferano su tutta l’isola. Le guide ne indicano molti, io consiglio di concentrarsi sui più importanti perché alla fine tendono ad essere tutti simili. Segnalo il Pura Basakih, (situato sul fianco del Monte Agung) , il Pura Bedugul (sulle rive del lago Batran) e il Tempio di Tanah Lot che si trova praticamente sul mare. Nel visitare questi luoghi, accompagnati da taxisti che si accontentano di 30€ per tutta la giornata, si ha modo di esplorare le campagne fertili e bellissime di Bali, le terrazze dove si coltiva il riso o, se solo ci si ferma in una qualsiasi parte dell’isola, laboratori di artigiani che intagliano il legno o di pittori, anche interessanti, che non ho capito da quale tradizione provengano. E’ vero che Bali è stata una colonia Olandese, ma pensare che l’arte fiamminga abbia influenzato queste popolazioni mi pare un po’ azzardato. Ma non abbiamo solamente girato. Devo ammetterlo, l’Hotel che ci ha trovato Brunella a Jambaran pretendeva che si dedicasse il tempo necessario a starnazzare nell’immensa piscina o a godere dei servizi dedicati al benessere psico-fisico dei clienti. Ed io ho accondisceso a questa giusta pretesa e un po’ di ore le ho passate in palestra, nella SPA e ai bordi della piscina a leggermi uno dei quattro libri che mi ero portato. Come avrete capito, me la sono presa comoda, ma nonostante questo il tempo è filato via senza che me ne accorgessi. Il tempo è passato in fretta anche perché, alle attività che ho testè descritto, vanno aggiunte quelle serali. Non fraintendete, mi riferisco solamente alla parte gastronomica. Ogni sera era dedicata alla scoperta dei tantissimi ristoranti che si trovano a Jambaran, Kuta, Denpasar. Devo dire che ho trovato locali e piatti di buona qualità, sia di cucina indonesiana che di cucina internazionale, con una spesa di 10/15€. Sconsiglio i chioschi che si trovano per strada, gli standard igienici non sono sufficienti. Da Bali alle isole Gili. Ci si può andare in barca o in aereo. Noi abbiamo scelto la barca. In realtà era un piccolo Aliscafo che all’andata ha creato qualche problema perché il mare era abbastanza mosso. Al ritorno, invece, il viaggio è stato molto più tranquillo. Arrivati a Gili Trawangan (l’isola più grande) ci siamo resi conto di aver fatto un viaggio a ritroso nel tempo. Sull’isola non esistono mezzi a motore. Ci sono piccoli cavalli che trainano carretti gialli, e questi sono i taxi, poi ci sono le biciclette. Suggestivo. Poi, quando si sale sui taxi, con le “non strade” che ci sono, le membra vengono messe a dura prova, ma si tratta comunque di pochi minuti perché l’isola è piccola e l’albergo più distante dall’attracco delle barche, non dista più di 7/8 minuti. Noi eravamo in un bel posto, a 7/8 minuti dall’attracco e se si esclude una giornata nella quale è piovuto molto, ci siamo sempre arrivati in bici senza problemi. Con la pioggia, il piccolo agglomerato esistente, si allaga tutto e servirebbero gli stivali per passeggiare. Ma la cosa non capita spesso ed in ogni caso, il giorno successivo, l’acqua scompare. A Gili Trawangan la vita si svolge praticamente attorno ad una strada che costeggia il mare sulla quale ci sono i bagni, i ristoranti, gli alberghi, i negozi e coloro che organizzano le escursioni. Il mare è dignitoso, ma non eccezionale, e comunque ci sono troppe barche parcheggiate per poter fare bagni tranquilli. Se si entra in acqua, a pochi metri da riva, si iniziano già a vedere i pesci, ma la barriera corallina è ormai stata distrutta. Ma non si deve disperare. In dieci minuti si va dalla parte opposta dell’Isola e non c’è più il problema barche, oppure, con meno di 10€, si sale su una barca e si va in mare aperto dove ci sono diversi punti in cui si incontra una barriera corallina incontaminata, con coralli bellissimi e tanti pesci da vedere. Anche a Gili, la categoria dei pigri può tranquillamente trovare un suo equilibrio alternando la vita d’albergo (nel mio c’era una piscina bellissima e le camere erano decisamente accoglienti) con quella del mare e della tavola. Sulla via dove si svolge tutto, ci sono almeno 10 ristoranti di buona qualità e diversi locali dove si suona musica dal vivo con una particolare predilezione per il rock…proprio quello degli anni d’oro. Ritorno sull’isola di Bali e sosta ad Ubud, lontano dal mare. Ubud è stata una sorpresa: sicuramente è la cittadina più bella e interessante di Bali. L’artigianato, la pittura, i templi, i ristoranti, gli Hotel strepitosi che si ergono sui lati della collina che costeggia il fiume che attraversa la città, fanno di Ubud un’attrazione da non perdere se si va a Bali. Inizialmente dovevo fermarmi 2 notti, poi abbiamo deciso per le 3 e sinceramente la scelta è stata azzeccata. Ci sono alcuni templi da vedere, c’è la foresta delle scimmie da non perdere, la campagna con le terrazze dove si coltiva il riso è straordinaria, il rafting sul fiume è emozionante…e poi – anche qui - ci sono tanti buoni ristoranti. Aggiungo che è stata proprio azzeccata la scelta di terminare le vacanze ad Ubud: qui si possono acquistare sia i prodotti dell’artigianato locale che i soliti regali di rito che si devono portare a casa quando si fanno questi viaggi. Certamente la vacanza è stata un po’ diversa da come me l’ero immaginata, ma alla fine ne sono stato decisamente soddisfatto. Mi stavo dimenticando di dire una cosa: raramente ho trovato un posto dove le persone sono così gentili e cordiali. Commovente.
Viaggiatore:

PUNTA CANA (Repubblica Dominicana)
Relax, allegria e bellezze naturali. Gennaio 2012 consigliata da Brunella sono andata nella Repubblica Dominicana precisamente a Punta Cana al Bavaro club de luxe. Preciso che non sono mai stata in un villaggio turistico, ma ho sempre fatto viaggi "fai da te" ma con i bambini non è possibile. E invece...... sono rimasta piacevolmete colpita perchè il Bavaro è veramente bello, animazione locale affiancata da quella italiana, camere bellissime, noi abbiamo avuto anche la fortua di avela vista mare!!! Belle anche le escursioni proposte. Bhe! che dire i Caraibi non si scordano mai.
Viaggiatore: cris

Reno e Mosella Sulle tracce di Carlo Magno
Siamo convinti che l’idea del viaggio che desideriamo fare, la sua organizzazione e il tragitto che ci porterà verso la meta scelta, siano aspetti molto importanti che ci permetteranno di apprezzare molto di più il ‘viaggio’ in se stesso. L’idea del viaggio sul Reno e Mosella è nata da Massimo, che due anni fa, per lavoro, ha trascorso una settimana a Boppard, una deliziosa cittadina sulle rive del Reno che gli è rimasta nel cuore e, inoltre, desiderava rendere partecipe me delle bellezze della Germania. Così, grazie all’abile organizzazione di Brunella, alla sua continua disponibilità e simpatia, siamo riusciti a concretizzare il nostro viaggio proposto dalla Caldana e che è durato una settimana. Ecco brevemente le nostre tappe e quello che per noi le ha rese particolari. Il 1°giorno abbiamo volato da Bologna verso Francoforte, dove verso sera abbiamo incontrato il nostro accompagnatore e il nostro piccolo gruppo di 13 persone. Il 2° giorno abbiamo navigato in battello lungo la Media Valle del Reno per 130 chilometri e per circa 4 ore abbiamo, guardando a destra e a sinistra il susseguirsi di incantevoli paesaggi collinari coltivati a vite (che buono il Riesling!!!), con borghi, rocche e castelli. I punti di maggior interesse sono stati la rupe della Loreley e naturalmente Boppard, che è una ex città imperiale con una fortezza imperiale meglio conservata della Germania. Il tempo è stato molto variabile, ma il caldo che ci eravamo lasciati alle spalle ci ha fatto molto apprezzare il fresco della giornata. La pioggia ci ha accompagnato anche all’arrivo a Coblenza e da sotto l’ombrello, abbiamo visto l’imponente "angolo Tedesco" in cui il Reno si unisce alla Mosella. Il nostro pernottamento è stato nelle vicinanze, nella deliziosa Cochem, che consigliamo vivamente di visitare a chi volesse fare un viaggio in Germania. Qui abbiamo nientemeno dormito nel letto in cui è stato Napoleone!! Certo, eravamo un po’ preoccupati dato che ci avevano detto che il letto era un po’ piccolo…. La stanza, anzi le stanze (camera, salottino più bagno) erano tuttavia deliziose anche se il letto col baldacchino di legno effettivamente non è stato comodissimo, ma che emozione! Il 3° giorno, con il sole (che ci ha accompagnato fino alla fine del nostro viaggio!) ci siamo diretti verso Treviri, percorrendo un interessante itinerario lungo le rive della Mosella, fermandoci a visitare solo dall’esteno la fortezza di Eltz, che è in ristrutturazione. A ora di pranzo, abbiamo poi raggiunto la cittadina di Bernkastel-Kues, caratterizzata da originali case a graticcio. Solo in serata siamo arrivati a Treviri e il giorno dopo, con una guida del luogo, abbiamo visitato la città che la più antica della Germania (15 a.C.). Domina la città la monumentale Porta Nigra, ma notevoli sono anche l’Anfiteatro (utilizzato per i combattimenti dei gladiatori), le Terme imperiali e la Basilica di Costantino (nata come sala del trono di Costantino). Treviri è un luogo ricco di sorprese, molto vivo e che secondo noi, meriterebbe un soggiorno almeno di due o tre giorni. A malincuore, quindi, abbiamo lasciato Treviri per dirigerci verso Aquisgrana, ai confini con Belgio e Olanda. Qui, Carlo Magno nel 794 la scelse come capitale del vasto impero. La Cattedrale che incorpora la Cappella Palatina, contiene il trono imperiale e le reliquie di Carlo Magno. Il trono, nella sua semplicità, è ricco di storia e ha colpito la nostra immaginazione: questo trono è stato utilizzato per quasi seicento anni come luogo per l’incoronazione degli imperatori del Sacro Romano Impero! Anche Aquisgrana meriterebbe un soggiorno più prolungato, ma noi nel tardo pomeriggio siamo partiti con destinazione Colonia. Al mattino, con un’altra guida, abbiamo visitato il Duomo gotico e i resti dell’epoca romana. Abbiamo poi avuto il tempo di girare un po’ per la Città e visitare la nota sede di produzione di acqua di Colonia e alcune vie di maggior affluenza di gente. Il Duomo predomina e serve come orientamento se uno si perde nelle vie tra i turisti e di chi ci abita. Abbiamo anche tentato di salire a piedi su una delle torri del Duomo, ma il fiato ci ha abbandonati raggiunti la seconda tappa, a livello delle campane, che per fortuna non hanno suonato intanto che noi eravamo lassù. Il panorama è tuttavia notevole! Nonostante questi aspetti, la città di Colonia e il suo caotico andamento non fa per noi. Nel pomeriggio seguente siamo ritornati al punto di arrivo iniziale, cioè a Francoforte. Questa città è famosa per l’andamento della borsa (abbiamo anche visto il grande euro che campeggia in TV!) per i grattacieli, ma noi abbiamo visto anche il centro storico (purtroppo ricostruito dopo la guerra), piccola oasi di tranquillità dove abbiamo mangiato da veri germanici, cioè con birra, wurstel e insalata di patate.
Viaggiatore: mme



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